Spaghetti per…..ricominciare

Tante cose sono successe in questa settimana, paesi distrutti nel silenzio della notte, persone che hanno perso gli affetti più cari e sinceri, volti di persone disperate ma decise ad andare avanti……ed io non ho avuto il coraggio di pubblicare frivolezze (te ne rendi conto solo quando assisti impotente alla furia della natura, una volta madre e una volta matrigna…). Però assistendo al loro coraggio, alla loro voglia di ricominciare, ho deciso di riprendere con un piatto di spaghetti all’Amatriciana, uno dei simboli della tradizione culinaria Italiana che ha reso queste persone famose nel mondo, orgogliose delle loro radici.

Ingredienti

Spaghetti N°5 320 g

Peperoncino fresco 1 g

Olio extravergine d’oliva 10 g

Pecorino romano da grattugiare 75 g

Guanciale 100 g

Pomodori pelati (o passata) 350 g

Vino bianco 50 g

Pepe nero 1 pizzico

Amatriciana

spaghetti grossi e sugosi

Preparazione

Tagliate il  peperoncino a listarelle molto sottili . Dopo prendete il guanciale e tagliatelo a fettine sottili e quindi a listarelle dello spessore di circa 0,5 cm .  In una padella antiaderente  versatevi un filo di olio ,  il guanciale tagliato a listarelle e mescolate aiutandovi con un mestolo affinchè la cottura sia uniforme . La parte grassa del guanciale deve diventare trasparente. Sfumate  con il vino bianco  e lasciate evaporare, continuando a cuocere. Aggiungete il peperoncino e  quando il vino sarà sfumato,  scolate e togliete il guanciale dalla padelle e riponetelo in una ciotolina tenedolo da parte al caldo. Nel frattempo procedete con la preparazione dei pelati. Tagliateli a metà e privateli dei semini interni , versateli  nella padella in cui avete fatto cuocere il guanciale affinchè assorbano il  sughetto di cottura rimasto nella padella. Cuocete il pomodoro fino a che esso non risulti totalmente disciolto. Nel frattempo cuocete gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolateli al dente. Versate quindi gli spaghetti nella padella in cui state facendo sciogliere i pelati ed aggiungete il guanciale che avete tenuto al caldo, mescolando bene.  Grattugiate il pecorino sui vostri spaghetti  e macinate del pepe nero per conferire ai vostri spaghetti all’amatriciana un sapore ancora più deciso.

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Il mio primo…plumcake

Da tanto tempo avevo voglia di fare un plumcake, ma mi ero sempre trattenuta dal farlo perchè a mio marito non piacciono molto il dolci, come li chiama lui, “asciutti”. Infatti da buon ghiottone ama i dolci al cucchiaio, freddi e semifreddi.

Ma la tentazione è stata più forte, così sfogliando i miei libri di dolci e curiosando su internet ho trovato questa ricetta semplicissima…….

Il plumcake al limone è un profumato dolce adattissimo per la prima colazione o per la merenda.

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Questo dolce è la naturale variante del classico plumcake allo yogurt

 

Ingredienti

  • 60 gr di farina
  • 60 gr di maizena
  • 30 gr di olio di semi
  • 100 gr di zucchero
  • 2 uova
  • 1/2 bustina di lievito per dolci (8 gr)
  • 1 limone non trattato
  • zucchero a velo

 

Procedimento

Montate i tuorli con lo zucchero e tenete gli albumi da parte.

Spremete il limone e grattugiatene la scorza. Setacciate insieme la farina, la maizena e il lievito e aggiungeteli a poco a poco ai tuorli montati. Amalgamate fino ad ottenere un composto cremoso e omogeneo. Quindi aggiungete il limone spremuto e la sua scorza grattugiata.

Aggiungete all’impasto l’olio di semi a filo facendolo incorporare bene. Montate gli albumi a neve e aggiungeteli a poco a poco al composto, mescolando dal basso verso l’alto per non farli smontare.

Ungete uno stampo da plumcake di 25 cm di lunghezza e versateci dentro l’impasto.

Cuocete in forno statico già caldo a 160 °C per 45 minuti circa.

Sfornate il plumcake al limone e fatelo intiepidire nello stampo prima di sformarlo.

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soffice come una nuvola, pronto per essere gustato

Una notte all’opera

Una calda serata estiva, un cielo stellato, aree famose della lirica italiana e non all’interno dell’anfiteatro all’esterno del Castello Pasquini, questi gli ingredienti fantastici di un venerdì d’agosto dove le stelle cadenti ne fanno una suggestiva cornice.

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Una bravissima pianista accompagna un coro di provincia di tutto rispetto che si cementa con opere di Verdi, Mascagni, Donizetti….

Appena si accendono le luci che vanno ad illuminare il palcoscenico e vengono suonate le prime note del “Va pensiero” di Verdi,  le cicale interrompono il loro incessante frinire e un silenzio surreale accompagna tutta la serata, interrotta solamente dagli applausi.

 

Tutti con il naso…..all’insù

stelleQuello delle stelle cadenti è infatti il grande spettacolo che ogni anno il cielo ci regala nei giorni attorno alla ricorrenza di San Lorenzo, come se ci trovassimo in un grande e gratuito cinema all’aperto. Non esiste spettacolo più bello che la visione delle stelle cadenti nel buio della notte, magari sdraiati su un bel prato in aperta campagna o sulla spiaggia in riva al mare, accanto alle persone a cui si vuole bene.

Infatti, ieri è stato l’onomastico di San Lorenzo, martire mandato al rogo il 10 agosto del 258. Per questo motivo la tradizione vuole che le stelle cadenti non siano altro che i carboni ardenti del rogo di cui è stato vittima il Santo.

Eppure come non ricordare le splendide parole con cui Pascoli nella sua “X Agosto” paragonava le stelle cadenti a delle lacrime celesti:

“E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!”

Secondo la tradizione cristiana, nell’ultima preghiera S. Lorenzo prima di morire chiese che venisse esaudito un desiderio per ogni stella cadente. Di conseguenza, questa usanza si è tramandata nel tempo, fino ai giorni nostri.

Benchè ieri sia stata  la Notte di San Lorenzo,  non abbiamo assistito al picco di stelle cadenti. Infatti, questo è previsto nella notte tra giovedì 11 e venerdì 12 agosto, cioè oggi. L’assenza della Luna, unita alla spinta di Giove, permetterà a tutti coloro che alzeranno gli occhi al cielo di assistere ad uno spettacolo meraviglioso.

 

Aperitivo in Limonaia

L’estate non è solo mare, cielo azzurro, caldo torrido, ma è anche maestrale, pineta e relax…… con le bimbe, Gaia e Vale,   ci siamo regalate un aperitivo in Limonaia. Le urla dei bambini e il chiacchierio dei grandi arriva ovattato nella pineta che circonda il Castello Pasquini, che domina la famosa piazzetta di Castiglioncello, dove attori del cinema e del teatro italiano erano soliti trascorrere le loro giornate estive.

 

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Un analcolico alla frutta, due Bellini ghiacciati al punto giusto

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La limonaia del Castello Pasquini

La limonaia o orangeria detto anche  giardino d’inverno, è uno spazio  riservato ad accogliere piante di limoni  o altri tipi di agrumi e  piante da frutto  durante il periodo invernale  nelle regioni in cui il clima non consentirebbe la sopravvivenza degli esemplari all’esterno. Dal punto di vista storico, la limonaia, è tipicamente l’annesso di una villa.