Benvenuto 2020

Anno bisesto, anno funesto!!!! Non lasciamoci condizionare da detti popolari tipicamente latini, infatti gli anni bisestili non sono anni sfortunati,  molti personaggi che hanno fatto la storia sono nati in anni bisesti, trattati di pace sono stati firmati…quindi anno bisesto, non sempre funesto (non si sa mai)!!!!                                   Oggi giorno di Befana, che tutte le feste si porta via, che porta il carbone a chi tanto buono non è stato, che porta un dolcetto a chi è stato un po’ meno birbetto, a chi fa buoni propositi per un anno appena iniziato, ma anche a chi non si lamenta….

 GIANNI RODARI, Filastrocche in cielo e in terra (Torino, Einaudi 1960).

“Indovinami, Indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?”

“Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un Carnevale e un Ferragosto
e il giorno dopo del lunedì
sarà sempre un martedì.

Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno!”

 

La gioia di essere…mamma

Ti rendi conto della gioia di essere…mamma, quando per la prima volta vedi quel piccolo “batuffolino” venire alla luce dopo tanti mesi d’attesa, quando dice la prima parola, anche se non è mamma, quando inizia a camminare e tu le corri dietro per la paura che cada, quando ti lascia per andare alla scuola materna, poi alle elementari e via e via fino all’università, quando cade e si rialza ancora più forte di prima, quando tuo marito la guarda con gli occhi pieni d’amore…                                                                                          “La mamma ti presta le sue braccia dopo averle trasformate in ali”                                                                                                                                                                                 Elias Rapeanu

Aspettando halloween…e non solo

Ancora due giorni ed ecco di nuovo Halloween una festa che ha conquistato grandi e piccini, una festa che viene da lontano, da popoli con tradizioni e culture diverse dalle nostre, dove popoli antichi, come i Celti, misuravano il tempo con lo scandire delle stagioni e i cicli dei raccolti. si festeggiava il passaggio della fine dell’estate e l’inizio dell’inverno, ma allo stesso tempo l’ultimo raccolto prima dell’inizio della stagione fredda, l’occasione in cui si mettevano da parte le provviste per superare il freddo inverno.

Quando si pensa ad  Halloween ci viene in mente la zucca intagliata, svuotata  del suo contenuto, un volto intagliato, che può essere minaccioso o allegro, con una candela al centro che illumina le case nella notte di Halloween.

Ma Halloween è soprattutto “dolcetto o scherzetto” dove tante manine infreddolite di bambini cercano di arraffare  dolcetti di ogni tipo………

Tempo di ferie, tempo di….

Coccinella su lavanda

una coccinella su fiori di lavanda

Finalmente sono arrivate, desiderate, sognate…fino all’ultimo giorno di lavoro. Il tempo che passava lentamente ora dopo ora, il caldo afoso che aumentava sempre di più nonostante il continuo lavoro dei climatizzatori, poi un salto in libreria per comprare dei libri da poter leggere in questi giorni sotto l’ombrellone o seduta in giardino. Il mio giardino, il trionfo di una natura morta dove fa fatica a crescere anche la gremigna, amo i fiori e le piante, ma non riesco ad accudirle, amo le farfalle e le coccinelle che ogni tanto provano a cercare dei fiori solitari dove intrecciano voli leggiadri cullate dal vento caldo nelle prime ore della mattina. Il mare che sbuffa, che brilla, che cambia colore… azzurro, verde smeraldo durante il giorno; giallo, rosso al tramonto ogni volta con tonalità diverse, con odori diversi che ti stimolano ricordi di quando l’estate era solo e sempre mare, dove la sera uscivi di casa con la voglia di risate, di buttarti in quel mare che era sempre lì ad aspettarti con il sole che ti scottava la pelle e i capelli ribelli spettinati dal maestrale….Buone ferie e …

 

Museo della Follia

Una giornata di lavoro sicuramente fuori da ogni schema, una giornata di lavoro in giro per musei, un museo particolare il Museo della Follia a Lucca, dove testimonianze, quadri, lettere mai spedite rivelano al visitatore l’orrore e la paura di chi ha vissuto quei luoghi, chi era veramente folle e chi non lo era, ma diverso e non poteva che essere internato in quegli ospedali dove non avevano niente di umano .

La mostra itinerante,  curata da Vittorio Sgarbi, accoglie il visitatore con una frase di forte effetto: “Entrate, ma non cercate un percorso, l’unica via è lo smarrimento”, dove il nero assoluto ti proietta in un altro mondo fatto di quadri di Ligabue, di Lega e di Francis Bacon ed altri pittore  dove viene affrontata la tematica della follia e il visitatore non può non fermarsi ad ammirare tanta bellezza ma soprattutto tanta sofferenza.

 

“La Ferdinanda”

Di nuovo ancora qua per ricominciare dopo tanti, troppi mesi di silenzio, silenzio mascherato da tanta prigrizia ma anche da tanta paura di non essere più capace di condividere con gli altri le proprie emozioni, le proprie gioie ma anche le proprie delusioni….

Quindi, ancora una volta tutti insieme, Andrea e le nostre bimbe, per una gita fuori porta, nel cuore della campagna toscana in una domenica fredda e con una pioggerellina “uggiosa”…. Non un luogo  a caso, ma una meta scelta con cura da Vale, la Ferdinanda nella tenuta di Artimino a pochi chilometri daFirenze.

La villa, così chiamata per volere di Ferdinando I de’ Medici, fu costruita, come tenuta di caccia della famiglia dei Medici tra il 1596 e il 1600, dal maestro Bernardo Buontalenti, conosciuta anche come la Villa dei cento camini, per la caratteristica presenza di tanti comignoli di varie forme che, spuntando dai tetti la rendono unica nel suo genere.

Il piano nobile fu fatto decorare e affrescare da Domenico Crespi, detto il Passignano e Bernardino Poccetti con soggetti mitologici e allusivi alle virtù di Ferdinando.

Il panorama che si apre ai visitatori dalla Villa d’Artimino è da togliere il fiato….il borgo di Artimino, costruito nell’antica era etrusca, l’antico orologio torre del paese, ma anche la vallata, il lungo viale alberato, la pieve romanica di San Leonardo ne fanno un luogo da visitare e da non dimenticare.

Aspettando il 2019

Un anno passato velocemente, un anno di tanti cambiamenti, un anno di soddisfazioni, un anno di delusioni, un anno di gioie, un anno vissuto in famiglia, un anno salutato in un borgo a pochi chilometri da casa, dove vino locale e cucina toscana si sposavano alla perfezione, dove la magia del Natale si respirava camminando nelle viuzze del paese, dove un belvedere ai piedi di una rocca estasiava le lucine della piana, l’anno vecchio salutato da giochi di fuochi di artificio, un paese comunque da rivisitare….da tornare a Suvereto sicuramente