Aspettando il 2019

Un anno passato velocemente, un anno di tanti cambiamenti, un anno di soddisfazioni, un anno di delusioni, un anno di gioie, un anno vissuto in famiglia, un anno salutato in un borgo a pochi chilometri da casa, dove vino locale e cucina toscana si sposavano alla perfezione, dove la magia del Natale si respirava camminando nelle viuzze del paese, dove un belvedere ai piedi di una rocca estasiava le lucine della piana, l’anno vecchio salutato da giochi di fuochi di artificio, un paese comunque da rivisitare….da tornare a Suvereto sicuramente

Annunci

Buon Natale

un albero di tendenza realizzato da una mia collega: brava Lisa!!!

Eccoci arrivati alla festa più bella, la più attesa e non solo dai più piccoli…..una festa che si respira nell’aria da giorni e giorni, dove vetrine vengono messe in mostra da lucine scintillanti, dove tanti occhietti di bambini dal nasino ghiacciato ammirano i giocattoli che tanto desiderano, dove un radiante sorriso di uno scosciuto riesce a scaldarti il cuore, dove viene facile intonare una delle tante canzoni di Natale….perciò auguro a tutti voi che passate e vi fermate un MERAVIGLIOSO NATALE!!!!!!!!!!!!!

A teatro con Miss Marple

Miss Marple-Giochi di prestigio

Di nuovo tutti insieme a teatro. Questa volta il teatro Solvay, della nostra cittadina, un teatro edificato nel 1925 a pianta a T rovesciata su volere della società Solvay volto a creare momenti di svago per i dipendenti e i loro familiari. La sala piena di gente rumorosa quanto basta per creare quell’atmosfera di attesa che respiro ogni volta che entro in teatro e dove i minuti prima dell’inizio di ogni spettacolo mi portano ad estraniarmi da tutto ciò che mi circonda….poi le luci si abbassano, il silenzio prende il sopravvento su tutti e su tutto, una luce intensa si accende sul palco ed ecco che entra in scena una carismatica Maria Amelia Monti che interpreta Miss Marple, la famosa detective di Agatha Christie, dando vita ad un personaggio contagioso;  insieme a lei due attori di talento e conosciuti dal pubblico italiano come Roberto Citran e Sabrina Scuccimarra. Una Miss Marple rivisitata da una interpretazione ironica e brillante, dove l’attrice è riuscita a creare un personaggio diverso dalla tranquilla signorina di campagna.

Fettunta: olio, sale e pane toscano

la tipica fettunta

Ritrovarsi la domenica tutti insieme a casa dei miei genitori è diventata da sempre una consuetudine. Mia mamma persa dietro ai fornelli, sempre indaffarata a cucinare i nostri piatti preferiti…mio babbo che passa dalla cucina alla sala controllando tutto e tutti, è lui che si occupa di preparare il vino che verrà servito durante il pranzo quasi sempre con piatti tipici toscani, la nostra amata Toscana dove paesaggi, mare, campagna e arte si fondono. La fortuna di avere , come si dice da noi un “pezzo” di terra ci permette di mangiare prodotti veramente a Km 0 e anche quest’anno tutti insieme a raccogliere le olive. Una giornata passata velocemente, tutti a stendere i teli sotto gli olivi, un raccolto che ci ha regalato tanto olio extra vergine d’oliva da consumare durante tutto l’anno… e l’assaggio d’obbligo la fettunta. La fettunta è la tipica bruschetta toscana ottenuta con una fetta di pane casereccio o  integrale abbrustolito e sfregato con l’aglio, condito, a seconda dei gusti, con tanto olio extra vergine d’oliva toscano, sale . Si tratta di una ricetta tipicamente invernale che può essere preparata al forno, alla griglia oppure alla brace. La fetta del pane dovrà essere completamente coperta di olio, che anzi dovrà in parte ricadere sul piatto di portata.  In seguito spolverizzate una presa di sale e di pepe se lo preferite. La fettunta può essere servita  tiepida, così da essere ancora fragrante, in piattini monoporzione che possano raccogliere l’olio  in eccesso.

Non il solito libro

Un incontro di lavoro, una passione comune, scoperta parlando durante le nostre sedute….il piacere della lettura. Un regalo inaspettato, anzi la possibilità di scegliere tra tantissimi libri che facevano bella mostra su scaffali di librerie presenti in ogni stanza. Io terribilmente imbarazzata, lei una audace signora, che continuava a dirmi di scegliere i libri, di prendere quelli che volevo, l’odore della carta che piano piano invadeva le stanze dove gli ultimi raggi di un caldo sole di fine estate rendevano quasi surreale la scena……poi come sempre, per un’alchimia che non so spiegarmi, mi è bastato posare lo sguardo sulla copertina di un libro che frettolosamente le passava continuamente nelle mani e il gioco è fatto. Succede sempre così…la bellezza della scoperta pagina dopo pagina e sai che quello è il libro giusto al momento giusto. I libri sono un po’ come una medicina per l’anima, un compagno attento e silenzioso che ti dona perle di saggezza e di spensieratezza, che ti fa compagnia anche nei momenti di malinconia portandoti in mondi lontani e sconosciuti.

Ah!!! Dimenticavo il titolo del libro: Il giardino dei fiori segreti di Cristina Caboni.

E’ la storia di due sorelle gemelle, Viola e Iris, divise da piccolissime e per vent’anni nessuna delle due ha mai saputo dell’esistenza dell’altra. Perché?
Il segreto si nasconde in Italia, a Volterra, dove sono nate. Tra viali di cipressi e verdi declivi, sorge un’antica dimora circondata da un giardino sconfinato.

Ma a voi lettori scoprire l’arcano mistero……..

Battiston a tutto tondo con Maigret

Nel buio sul palco

Una serata di fine luglio, nell’ambito della manifestazione “11 Lune a Peccioli”, sul palco dell’anfiteatro della cittadina pisana, Giuseppe Battiston dà la voce al personaggio di Simenon, il commissario Maigret. Il famoso commissario di polizia francese, taciturno e silenzioso, ombroso e scontroso, ma soprattutto curioso della gente che osserva e “annusa”… La voce narrante di un vigoroso Battiston, accompagnato al pianoforte da Sergio Marchesini, ci ha fatto immergere nelle atmosfere parigine, nei quartieri dove sono state ambientate le storie di crimini e criminali, ma anche, attraverso la lettura di passi tratti dalle Memorie Intime ci svela la “nascita” Giuseppe Battistondel famoso investigatore francese.

 

 

 

 

Fiori di camomilla in…tazza

fiori di camomilla e gerbera centrale

un primo piano della tazza

Una tazza bianca di porcellana, acquistata un po’ di tempo fa, riposta nella vetrina della mia cucina, ideale per essere utilizzata per una tisana o un infuso a fine serata… ma l’uso che ne ho fatto è stato ben diverso. Una semplice, ma delicata composizione da regalare a mia sorella, dove tanti fiori di camomilla si avvolgono intorno ad una gerbera gialla limone. Pensando ai fiori di camomilla ricordo con nostalgia mia nonna materna, la nonna Maria, una piccola piccola donnina, tutto meno che fragile, che nei primi mesi caldi dell’anno raccoglieva i fiori di camomilla, che nascevano spontanei ai margini dell’aia. Quando mio nonno faceva il suo riposino pomeridiano lei, zitta zitta usciva di casa e andava a “caccia” di fiori di camomilla, quando la  pianta si era ben asciugata dalla rugiada mattutina e aveva preso il sole della giornata.